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Stefano Cescon

1989 Pordenone
Introduzione al mio lavoro

Nei miei dipinti emerge uno stato di malinconia, quasi una mancanza dell’oggetto del desiderio o di un equilibrio generico.

Credo che l’origine – o perlomeno uno dei motivi che alimentano questo vagare alla ricerca di un equilibrio – sia legato da un lato al passato, al ricordo dell’ingenuità e della sicurezza tipiche della preadolescenza; dall’altro lato vi è una forza che spinge in direzione contraria, ossia verso la messa in discussione delle certezze e dei presupposti interiorizzati che cercano una via per manifestarsi.

La pittura e le sue parti costitutive diventano quindi una metafora della vita, presentandosi quasi come materia organica, autonoma e non sterile, in continuo dialogo con chi la fruisce.
Si potrebbe allora paragonare la figura, che sta alla base di ogni possibile racconto, al passato, tanto ingombrante per come si presenta quanto caro ed inevitabile. Il colore, che trasforma i protagonisti della scena in evanescenze, si oppone però a queste premesse iniziali: una volta forzate verso derive ignote, esse lasciano aperta ogni possibilità d’interpretazione, sino a diventare occasioni dal risvolto imprevisto.

Nei primi ritratti che ho realizzato (in gran parte estrapolati dal web o da scene di film, dove i protagonisti sono quasi archetipi della natura umana) compaiono volti in primo piano, carnali e reali nella loro manifestazione, ma già “disturbati” da agenti esterni, come ad esempio, le texture di colore. La mia ricerca si è orientata successivamente sul corpo femminile, inteso come simbolo di protezione, seppur slegato dall’idea di figura quale limite formale alla descrizione di un evento che trova invece la sua ragion d’essere proprio nel divenire.
Una componente significativa di questo percorso artistico è segnata dalla natura caotica e disorganizzata del flusso informativo che ci raggiunge ogni giorno, tanto da non poter essere né collegato, gerarchizzato o diluito, né pensato per una lettura che accolga la dimensione temporale-causale. I dati per comprendere il nostro presente sono dunque troppo incompleti e frammentati per cui compito dell’artista è recuperarli, ricomporli seguendo una personale trama, che li sottragga alla dispersione o all’anonimato di massa.

MOSTRE PERSONALI

2016
Rituals/Riti privati, Galleria GACMA Cappella Maggiore, Treviso, (I)

2013
Identity, Casa Cima da Conegliano, Conegliano, (I)

MOSTRE, PROGETTI SELEZIONATI

2016
Artist Residence presso Künstlerhaus Salzburg, Salisburgo (AT)
Workshop-Residence Ritratto a mano 3.0, Caramanico Terme, Pescara, (I)
Terre antiche, territori mobili, collettiva, convento S.Pietro, Asolo, (I)
Premio Combat
, finalista, Museo G.Fattori, Livorno, (I)
Premio We Art, vincitore, Area 35 ArtGallery, Milano, (I)

2015
Premio Francesco Fabbri, finalista, Villa Brandolini, Pieve di Soligo, (I)
Premio Arteam, finalista, Officina delle Zattere, Venezia, (I)
Premio Lynx, finalista Trieste, (I)
Premio Frase Got Talent, finalista, winner Audience Award
International Fine Art Festival, Kranj (SLO)
Artist Residence presso Museum/Gallery of Lendava (SLO)
Identità Velate, collettiva,  Casa di Benvenuto Cellini, Firenze, (I)

2014
Trasfigurazioni, percorsi nella pittura emergente, collettiva, Galleria civica, S.Vendemiano (I)
La verità dell’artificio, collettiva, Villa Marini Rubelli, San Zenone degli Ezzelini, (I)
Private Memories, collettiva, Palazzo La Loggia, Motta di Livenza, (I)

2013
Satura Prize, vincitore sezione Pittura, Palazzo Stella, Genova, (I)

PUBBLICAZIONI RECENTI

2016   Combat Prize, catalogo della mostra, “Sillabe” editore
2016   Smallzine Magazine, articolo pubblicato sul n.18, Aprile/Giugno                                 2016   Rituals/Riti privati, catalogo della mostra, “Dario De Bastiani” editore
2016   We Art competition, catalogo della mostra
2015   Art Team Cup, catalogo della mostra, “Vanilla Edizioni” editore
2015   Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee, catalogo della mostra
2015  Premio Lynx, catalogo della mostra
2015   Frase Got Talent Prize, catalogo della mostra